L’ageismo continua a plasmare le rappresentazioni contemporanee dell’invecchiamento, configurandosi come uno dei bias sociali più diffusi ma meno indagati nei media. In società segnate dall’invecchiamento demografico e dall’espansione delle culture digitali, le narrazioni mediali contribuiscono a definire quali forme di vita nella terza età risultino normali e desiderabili, mentre altre vengono marginalizzate o silenziate. Persistono tuttavia lacune rilevanti nella comprensione di come tali narrazioni vengano prodotte, di come influenzino le percezioni soggettive dell’invecchiamento e delle opportunità di autorappresentazione degli anziani.
Questo progetto propone una lettura innovativa del contesto italiano attraverso una prospettiva comparativa e cross-mediale, integrando l’analisi delle rappresentazioni con una lente psicologica sui processi di identificazione e interiorizzazione degli stereotipi. L’esame di stampa, cinema italiano e contenuti social nell’arco di sette anni consente di individuare continuità e trasformazioni nelle immagini dell’anzianità, mettendo in luce frame narrativi ricorrenti, ruoli sociali, dinamiche di visibilità e invisibilità e intersezioni tra età, genere, etnia e sessualità.
Collegando rappresentazioni mediali e processi psicosociali, lo studio mira a contribuire al ripensamento delle narrazioni sull’invecchiamento e a sviluppare linee guida operative per promuovere rappresentazioni della tarda età più inclusive e non ageiste.