Anziani che guardano un film

Rappresentazioni dell’invecchiamento e ageismo nel cinema italiano contemporaneo

L’ageismo costituisce oggi una delle forme di pregiudizio sociale più diffuse e al tempo stesso meno esplorate nel dibattito scientifico. In società caratterizzate da un progressivo invecchiamento demografico e da una crescente pervasività dei media, le rappresentazioni dell’età assumono un ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario collettivo, contribuendo a definire ciò che viene considerato normale, desiderabile o marginale nelle diverse fasi della vita.

Il progetto L’età sullo schermo si colloca all’intersezione tra media studies, psicologia della salute e ageing studies, con l’obiettivo di analizzare in che modo le narrazioni mediali contribuiscano alla costruzione sociale della tarda età e influenzino i processi di identificazione ad essa associati. La ricerca si distingue nel panorama italiano per il suo approccio interdisciplinare e per l’adozione di una prospettiva comparativa e cross-mediale, rappresentando un assoluto elemento di novità nel nostro contesto nazionale, dove lo studio sistematico dell'ageismo applicato ai prodotti culturali è ancora ampiamente agli esordi.

Lo studio esamina le rappresentazioni delle persone anziane nei film italiani di maggiore visibilità distribuiti negli ultimi sette anni, mettendole in relazione con contenuti provenienti dalla stampa e dai social media. Attraverso un’analisi longitudinale, il progetto mira a individuare continuità, trasformazioni e ricorrenze nei frame narrativi, nei ruoli sociali attribuiti ai personaggi anziani e nelle modalità attraverso cui l’invecchiamento viene reso visibile, normalizzato o, al contrario, marginalizzato nello spazio mediale.

Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un disegno integrato che combina strumenti qualitativi e quantitativi. In particolare, vengono utilizzate analisi linguistico-discorsive, una scoping review e metodologie psicologico-sociali volte a indagare le percezioni soggettive dell’invecchiamento e i processi di identificazione o distanziamento rispetto ai contenuti mediali.

All’interno del progetto è stata inoltre realizzata una survey nazionale, in collaborazione con la Federazione Italiana Cineforum (FIC), finalizzata a comprendere come il pubblico interpreti e recepisca le rappresentazioni dell’età nel cinema contemporaneo. L’indagine consente di esplorare il rapporto tra narrazioni mediali, costruzione delle immagini dell’invecchiamento e possibili effetti a livello individuale, culturale e sociale.

Oltre al contributo teorico ed empirico, il progetto si propone di contribuire concretamente al superamento delle rappresentazioni ageiste, mettendo a disposizione strumenti e linee guida per i professionisti dei settori della comunicazione, della salute e del sociale e sviluppando collaborazioni con istituzioni e realtà di riferimento, al fine di promuovere immagini dell’invecchiamento più realistiche e inclusive.

Partecipa alla survey aperta al pubblico e contribuisci alla ricerca, clicca qui

Ricercatori: Pamela Giannetta

Direttrice scientifica del progetto: Francesca Morganti

Redazione giornalistica

Tale laboratorio è parte del progetto REINT2565, un'iniziativa scientifica e sociale focalizzata sullo sviluppo di nuovi modelli di coesione sociale e di comunicazione inclusiva. L’obiettivo primario dell'attività è l'abbattimento degli stereotipi legati all'età attraverso l’istituzione di una redazione intergenerazionale paritaria, all’interno della quale giovani under 25 e adulti over 65 collaborano in condizioni di totale sinergia e uguaglianza decisionale.

L’attività principale del laboratorio consiste nella co-progettazione e nella produzione di un magazine digitale e di contenuti multimediali di diverso genere, tra cui podcast, rubriche giornalistiche, video brevi e interviste doppie. Attraverso questi formati, il gruppo di lavoro misto analizza criticamente i media e affronta l'evoluzione del linguaggio, i mutamenti del mondo del lavoro e la trasformazione della memoria urbana, confrontando i diversi vissuti storici senza approcci paternalistici.

Questo modello operativo valorizza il dialogo tra generazioni non come un asimmetrico passaggio di competenze, ma come un'officina di innovazione culturale in cui la memoria storica dei partecipanti senior e l'alfabetizzazione digitale dei giovani si integrano. In linea con le attività di Terza Missione dell'Ateneo, il laboratorio dimostra come la collaborazione intergenerazionale possa generare una contro-narrazione sociale capace di contrastare efficacemente l'ageismo e promuovere una comunità più coesa.